Homepage Homepage Homepage Homepage
Home       Film Programmazione      Archivi Film -. Eventi       Sezioni Posters
Sezione Film
° Home


 Programmazione
° Film in programma
° Prossimi Film
° Cineforum

Sezioni
° Elenco Trailers
° Elenco Posters
° Archivio Film

1 2 3
4 Sezione Eventi 6
7 8
9
10
° Eventi in Digitale
° CineMerenda
° Rassegne Teatrali

 Agorà TM 2019
 ° Spettacoli
 ° Abbonamenti

° Archivio Eventi
12
13

Sezione Informativa
° News
° Informazioni e foto
° Biglietti e orari
° Dove Siamo
° Contatti
° Mailing List

Info
Parlano di noi:
Proloco Robecco s/N
Sale della comunita

Informazioni:
Tutte le notizie, recensioni e immagini riguardanti i film
sono prese da:

Filmup.com

Scheda Film: Sàmara

Sàmara



Sàmara

Titolo Originale: Sàmara
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 112'
Regia: Massimo D'Orzi
Sito ufficiale:

Cast: Filippo Trojano, Federica Pulvirenti, Denis Bejzaku, Marco Baliani, Jale Tasir Nafas, Jean Francois Fardulli, Marta Baldassin, Maria Concetta Liotta, Lucia Rossi, Irina Vaganova

Produzione:
Distribuzione: Il Gigante Cinema
Data di uscita: 19 Marzo 2012 (cinema)


Trailer: Trailer

(Opinioni presenti: 0 - Media Voto: 0 Stelle)



Sàmara è una fantasia: il viaggio di tre identità a loro modo originali, artisti di strada che cercano di raggiungere una città vagheggiata dove sognano di realizzarsi come artisti, e come esseri umani. Sàmara rappresenta anche il luogo della ricerca, delle scoperte, delle crisi.




Sàmara

Il racconto di un uomo in cerca di se stesso e della propria affermazione artistica, delle scelte e delle rinunce che è chiamato a fare lungo il suo cammino.
Luis, saltimbanco con le fattezze del Filippo Trojano visto nel collettivo Tickets (2005), il quale, deciso ad attraversare il bosco per raggiungere Sàmara e dopo aver incontrato durante il viaggio una affascinante e misteriosa poetessa persiana e un ambiguo mago, rispettivamente interpretati da Jale Tasir Nafas e Jean Francois Fardulli, fa conoscenza con la ballerina Rosita e il piccolo Morito, cui concedono anima e corpo Federica Pulvirenti e Denis Bejzaku.
Perché, al di là del contorno, sono loro i tre strambi personaggi a caccia della mitica città – luogo di ricerca, delle scoperte e della crisi – dove vorrebbero realizzarsi come artisti ed esseri umani, nel corso dei circa 112 minuti di visione che costituiscono il primo lungometraggio di finzione firmato da Massimo D’Orzi, autore dei documentari Adisa o la storia dei mille anni (2004) e Ombre di luce (2010).
Un viaggio nel tempo, un tempo interiore, raccontato attraverso una sorta di romanzo di formazione su schermo che, puntando in particolar modo sulla prova del cast internazionale fatto di italiani, russi, africani e iraniani, sfrutta la confusione tra immagini reali e strane visioni e apparizioni nella mente del protagonista.
D’altra parte, in mezzo all’abbondanza di simbologie e metafore, sono non poco avvertibili influenze dal mondo del teatro e della poesia, mentre risulta chiaro che a essere importante non è ciò che il film racconta, ma il modo in cui lo fa; soprattutto durante la sua lunga fetta ambientata nella foresta, con la luce filtrata tra le foglie degli alberi e il solo cinguettio a fare da sottofondo (se escludiamo il piano della efficace colonna sonora di Stefania Tallini), richiamando quasi alla memoria l’atmosfera – a suo modo magica – respirata nel secondo tempo di Tropical malady (2004) di Apichatpong Weerasethakul.
Ma soltanto le parole del regista – probabilmente influenzato anche dal cinema di Alejando Jodorowsky – possono chiarire i reali intenti di una tutt’altro che convenzionale operazione che potrebbe spingere lo spettatore a più interpretazioni: Suggestioni, sensazioni che compaiono alla fine di una giornata di un regista, nelle sere di un pittore, nelle notti di uno scrittore, nei silenzi di un musicista. Il nostro film inscena questa ricerca, questa idea, questa conoscenza: si sviluppa senza una storia scritta precedentemente, ma segue il corso naturale delle cose; è il cinema che si riappropria delle sue origini, della sua essenza di arte di strada, inventando e improvvisando emozioni fugaci che lasciano il segno.

La frase:
Tu sei un uomo dell’Occidente e come tale hai imparato preso a mentire.
a cura di Francesco Lomuscio

Go Back - Stampa

Preferenza
 

 
Follow us to...

Film + cliccati
1.   A Christmas Carol
2.   Gli amori folli
3.   Genitori & Figli - Agitare bene prima dell'uso
4.   A Single Man
5.   Oceani 3d
6.   Up
7.   Nine
8.   G-Force: Superspie in missione
9.   The Last Song
10.   L'uomo nell'ombra

Ultime schede
  Il Richiamo della Foresta
  1917
  Odio l estate
  Pinocchio
  Tolo Tolo
  Frozen 2 - Il Segreto di Arendelle
  Il primo Natale
  Tutto il mio folle amore
  La Famiglia Addams
  Sono Solo Fantasmi

P.zza XXI Luglio - Robecco sul Naviglio (MI)