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Scheda Film: Wall Street: Il denaro non dorme mai

Wall Street: Il denaro non dorme mai



Titolo Originale: Wall Street: Money Never Sleeps
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 136'
Regia: Oliver Stone
Sito ufficiale: www.wallstreetmoneyneversleeps.com
Sito italiano: microsites2.foxinternational.com/it/wallstreet/

Cast: Shia LaBeouf, Charlie Sheen, Carey Mulligan, Susan Sarandon, Michael Douglas, Josh Brolin, Frank Langella, Vanessa Ferlito, Natalie Morales, Julianne Michelle, John Bedford Lloyd, Keith Middlebrook, Madison Mason
Produzione: Edward R. Pressman Film
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 22 Ottobre 2010 (cinema)


Trailer: Trailer

(Opinioni presenti: 1 - Media Voto: 3 Stelle)



Quando nel 2001 lascia il penitenziario federale, dopo avere scontato una pena per frode finanziaria, riciclaggio e traffici illeciti, Gordon Gekko (Michael Douglas) è un uomo diverso. Non è più il signore e padrone di Wall Street, ha la barba mal rasata e i capelli in disordine. Nessuno lo sta aspettando, né la figlia Winnie, che non vuole più saperne di lui, né tantomeno qualcuno dei suoi colleghi di Wall Street. Dopo otto anni di carcere, Gekko è solo e completamente fuori dal mondo al quale apparteneva. Nel 2008 Jake Moore (Shia LaBeouf), giovane e abile intermediario finanziario, accumula milioni lavorando per la rispettabile Keller Zabel Investments, amministrata da Louis Zabel (Frank Langella), suo mentore e guida. La ragazza di Jake, Winnie (Carey Mulligan), sostenuta da un idealismo che manca al padre Gordon, è favorevole al proposito di Jake di investire in energie pulite. Quando iniziano a circolare insistentemente voci sulla Keller Zabel, che si troverebbe in difficoltà per avere investito miliardi in titoli tossici, il titolo in Borsa della società crolla rovinosamente. Quando la banca centrale rifiuta di aiutarlo, Bretton James (Josh Brolin), socio della potente banca d'investimenti Churchill Schwartz, si prepara ad acquisire la Keller Zabel a una frazione del suo valore. Durante una conferenza alla Fordham University Jake ha l'occasione di conoscere Gordon Gekko, che sta promuovendo il suo nuovo libro e,
all'insaputa di Winnie, gli propone di aiutarlo a riavvicinarsi alla figlia, in cambio di informazioni sul perché Louis Zabel sia stato tradito dai suoi colleghi banchieri.


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Wall Street: Il denaro non dorme mai
Un accendino, delle carte, un fermasoldi d’oro, un fazzoletto di seta, un anello e un cellulare d’antan. Stropicciato, con lo sguardo cinico e stanco, Gordon Gekko ritira i suoi averi ed esce di prigione, nel 2001, dopo aver scontato otto anni per truffe finanziarie. Nessuno lo attende: la limousine parcheggiata fuori, veo cui, per abitudine, si incammina, è per un rapper. Ma Gekko è un uomo dalle sette vite. Nel 2008 lo ritroviamo che ha scritto un libro “L’avidità è buona?”, frutto delle sue riflessioni sullo stato della finanza mondiale: la catastrofe, profetizza, è dietro l’angolo. Vivacchia ai margini di quello che era il suo regno, Wall Street, con conferenze nelle univeità.
È in una di queste occasioni che viene avvicinato da un giovane broker di belle speranze, Jacob ‘Jake’ Moore, alla ricerca di un mentore dopo che il suo guru, Lewis Zabel, si è suicidato per le pressioni e speculazioni di un suo rivale, Bretton James. Si dà il caso che Jake sia anche il fidanzato della figlia di Gekko, Winnie, che ha troncato del tutto i rapporti col padre corrotto e da lei incolpato della morte del fratello. Gordon e Jake stringono un patto: malgrado e nonostante Winnie. Gekko sarà la guida di Jake per proseguire sulla strada indicata da Zabel, Jake tenterà il riavvicinamento padre/figlia.

Sono ancora più cattivi i tempi oggi, più cattivi di quelli che Gordon Gekko aveva rappresentato sullo schermo nel 1987: se allora dominava lo yuppismo e i singoli erano i corrotti e corruttori, ora, ci dice Stone, sono le intere istituzioni, le banche, le società, che operano impunemente, alla luce del sole. L’illegalità è legge, ormai. Anche se poi il risultato, a parte la morale, è identico: il ricco pasce, il povero tira la cinghia. Così anche Gordon Gekko, che ai tempi era pao il non plus ultra della doppiezza, di fronte agli elementi che circolano oggi, rappresentati da uno squalo come Bretton James, pare aver peo molte delle sue piume. Certo non la verve e il desiderio di riscatto: Michael Douglas riesce a infondergli lo stesso physique du rôle, gli occhi sornioni, lo stropicciamento degli anni che non ne sottrae il fascino. Di fronte a lui Shia La Beouf pare di un’inespressività allarmante. Oliver Stone con Wall Street: il denaro non dorme mai, non intende offrire un sequel, come precisa, ma un approfondimento, offertogli su un piatto d’argento dalla crisi finanziaria del 2008. Solo che l’operazione riesce a metà, fagocitata dalla ridondanza del regista e da un’ambiguità di fondo che ha spesso contraddistinto i suoi lavori: come se volesse accontentare tutti, cavalcando la facile visione di un mondo nettamente diviso in bianco e nero, buono e cattivo, senza nuance. Senza contare il piglio di Stone che è sempre pedagogico ma in seo elementare, chiarificare alle masse un mondo banalizzandolo, riducendolo a minimi termini. Non c’è vera cattiveria nel film, piuttosto un messaggio rassicurante di famiglie che si ritrovano, di un rifugiai pavido nel privato. Oliver Stone vola davvero troppo basso.

La frase: Qualcuno mi ha ricordato che una volta ho detto che l’avidità era una cosa buona. Ora sembra diventata legge..
Donata Ferrario

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