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Scheda Film: Step Up 4 Revolution

Step Up 4 Revolution



Step Up 4 Revolution

Titolo Originale: Step Up Revolution
Nazione: U.S.A.
Anno: 2012
Genere: Drammatico, Musicale
Durata: 97'
Regia: Scott Speer
Sito ufficiale:
Sito italiano:
www.stepup4revolution.it

Cast: Cleopatra Coleman, Misha Gabriel Hamilton, Ryan Guzman, Michael 'Xeno' Langebeck, Stephen Boss, Claudio Pinto, Chadd Smith, Jessica Guadix, Kathryn McCormick, Nicole Dabeau, Marc Macaulay, Tommy Dewey

Produzione: Offspring Entertainment, Summit Entertainment
Distribuzione: M2Pictures
Data di uscita: 04 Ottobre 2012 (cinema)


Trailer: Trailer

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Due amici d'infanzia, Sean (Ryan Guzman) ed Eddy (Misha Gabriel), lavorano come camerieri all'elegantissimo Dimont Hotel di Miami Beach, di proprietà del costruttore senza scrupoli Bill Anderson (Peter Gallagher). Quando non sono in servizio i due sono a capo di una trasgressiva crew conosciuta semplicemente come The Mob, un gruppo di ballerini, musicisti e artisti d'avanguardia che cattura l'immaginazione collettiva della città con i loro spettacolari flash mob high-tech che sembrano ogni volta usciti dal nulla e che svaniscono in un attimo. Le esibizioni, illegali, dei The Mob attraggono l'attenzione della figlia di Anderson, Emily (Kathryn McCormick), anche lei talentuosa ballerina. Il padre di Emily, che vorrebbe che la figlia accantonasse il sogno di una vita per dedicarsi a un lavoro vero, le ha dato un out out: se non verrà presa dalla prestigiosa Wynwood Dance Company entro la fine dell'estate, inizierà a lavorare per lui. Emily ha accettato malvolentieri. Ma dopo aver assistito a un flash mob, decide che anche lei vuole entrare nei The Mob, a tutti i costi. Emily e Sean fanno amicizia in una sala da ballo e lui la presenta al gruppo, senza specificare che si tratta della figlia del suo capo. La sua bravura le fa ottenere un ruolo nei The Mob, ma la sua presenza divide Sean ed Eddy. Quando Anderson e il suo giovane protetto Tripp (Tommy Dewey) annunciano un piano che prevede di radere al suolo il quartiere dove vivono i ragazzi della crew e costruirci un gigantesco centro commerciale e direzionale, per salvare il loro lungomare, il gruppo comincia a preparare il flash mob più coraggioso della loro carriera, costringendo Emily e Sean a scegliere tra i legami di sangue e il loro amore.




Step Up 4 Revolution

A sei anni di distanza dal primo Step Up, di cui il protagonista Channing Tatum (Magic Mike) è diventato intanto una delle star più quotate di Hollywood, torna nelle sale la saga dance più amata degli ultimi anni dai teenager. Diversamente dai soliti franchise questo dei passi di danza non ha legami narrativi con i capitoli precedenti, ma ne condivide le tematiche giovanili e gli aspetti visivi, che il 3D degli ultimi due episodi ha contribuito a rendere ancora più allettante. Cosa c’è dunque di rivoluzionario nel nuovo sequel? Step Up 4 Revolution combina i suoi punti forti - le coreografie impeccabili, una colonna sonora attuale e performers strepitosi - con la modernità del flash mob, che ha ispirato chiaramente la sceneggiatrice Amanda Brody.
La storia, semplice, modesta e schematica, è quella dei Mob, una crew che si allena e si esibisce non lontano da South Beach, a Miami. I suoi fondatori, gli amici d’infanzia Sean ed Eddy, di giorno lavorano come camerieri nel complesso alberghiero dell’avido tycoon Bill Anderson e di notte sognano di sfondare come ballerini. Per farsi notare dalla riva ricca della città organizzano esibizioni ai limiti della legalità e inseguono una meta 2.0: accumulare 10 milioni di contatti su YouTube e vincere un cospicuo premio in palio. L’obiettivo viene però perso di vista quando il businessman propone al sindaco di demolire i bassifondi della città per costruirvi un’area commerciale. Con l’aiuto di sua figlia Emily, combattuta tra l’amore per l’unico genitore rimasto e la passione per la danza, il gruppo proverà a lottare per la prima volta per difendere la propria cultura e i propri diritti come il popolo di Occupy Wall Street.
Se la trama, che ammicca ai teenager con la love story romantica ma proibita alla Dirty Dancing, con l’energico cameratismo dell’hip-hop e con la vitalità dei suoi giovani protagonisti più orientati a rompere le regole che a realizzare il vecchio sogno americano, lascia perplessi gli spettatori più adulti ci penseranno il ritmo sfrenato e le atmosfere pop a intrattenerli in sala. I ballerini del film, diretto da Scott Speer, regista della serie The LXD, cavalcano auto sfavillanti come tavole da surf, si lanciano con nonchalance tra i tavoli di un ristorante superchic, marciano per protestare come in un video(game) dei Pink Floyd e chiunque farebbe fatica a non riconoscerne la bravura. Si va dal modesto, si fa per dire, ballerino professionista Misha Gabriel Hamilton, non a caso tra i credit del doc Michael Jackson's This Is It, alla leggiadra Kathryn McCormick, finalista di un talent americano, fino all’acrobatico e popolare Adam G. Sevani che sorprende tutti con il suo irresistibile cameo.
Grazie alle loro strabilianti capacità si chiude un occhio sulle interpretazioni e sui dialoghi, insipidi e trascurabili, e ci si lascia travolgere da un viaggio che ricorda quello del lontano e memorabile Kevin Bacon in Footlose: cambiano gli scenari, che incrociano contesti diversi in linea con i mash-up tanto in voga, cambia la musica, più creativa in tempi di crisi, ma c’è sempre qualcosa che mette d’accordo tutti e per cui vale la pena scontrarsi.
Come la voglia di reclamare il proprio posto in una comunità. O in una community.

La frase:
Qui creiamo i nostri pezzi: è la nostra batcaverna!.
a cura di Angela Cinicolo

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