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Scheda Film: E' stato il figlio

E' stato il figlio



E' stato il figlio

Titolo Originale: E' stato il figlio
Nazione: Italia
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 90'
Regia: Daniele Ciprì
Sito ufficiale:

Cast: Toni Servillo, Alfredo Castro, Aurora Quattrocchi, Alessia Zammitti, Fabrizio Falco, Piero Misuraca, Nino Scardina, Giacomo Civiletti, Matteo Rizzo, Manuela Lo Sicco

Produzione: Passione, Rai Cinema
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 14 Settembre 2012 (cinema)


Trailer: Trailer

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La famiglia Ciraulo è composta da sei persone: Nicola è il capofamiglia, Loredana sua moglie, Tancredi è il figlio maggiore e Serenella la figlia più piccola. Nonno Fonzio e Nonna Rosa, i genitori di Nicola, vivono insieme a loro. Abitano nella periferia di Palermo. Nicola si arrabatta per mantenere tutti rivendendo il ferro vecchio delle navi in disarmo. Le loro vite anche in questa realtà molto dura, scorrono in una relativa serenità. Fino a quando, al ritorno da una gita al mare, insieme con i Giacalone, loro
amici e vicini di casa, un proiettile vagante, destinato ad un regolamento di conti fra bande rivali, colpisce a morte la piccola Serenella. La disperazione è incommensurabile. Ma si apre uno spiraglio di speranza per un cambiamento economico quando Giacalone suggerisce a Nicola di chiedere un risarcimento che lo Stato riconosce alle vittime della mafia. Il miraggio di ricevere un'ingente somma di denaro dovuta spinge la famiglia a spendere i soldi prima di incassarli, indebitandosi con tutti, pensando che la liquidazione da parte dello Stato sia imminente...




E' stato il figlio

Con le fattezze dell’Alfredo Castro di Tony Manero (2008), il trasandato e solitario Busu, in attesa del suo turno all’interno di un ufficio postale, introduce la storia della famiglia Ciraulo, composta da sei persone.
E’ attraverso questa sorta di grottesco Forrest Gump che la pellicola di Daniele Ciprì – autore, insieme a Franco Maresco, de Lo zio di Brooklyn (1995) e Il ritorno di Cagliostro (2003) – ci porta a conoscenza dell’assurdo nucleo comprendente il capofamiglia Nicola, con il volto dell’infallibile Toni Servillo, la moglie Loredana, ovvero la Giselda Volodi di Sotto il vestito niente -L’ultima sfilata (2011), i figli Tancredi e Serenella, rispettivamente interpretati da Fabrizio Falco e Alessia Zammitti, e i nonni Fonzio e Rosa, cui concedono anime e corpi Benedetto Raneli e Aurora Quattrocchi.
Assurdo nucleo costretto a vivere in condizioni precarie in uno squallido quartiere della periferia di Palermo, dove, di ritorno da una gita al mare, la piccola Serenella viene colpita a morte da un proiettile vagante destinato a un regolamento di conti tra bande rivali; spingendo i familiari disperati, su consiglio dell’amico e vicino di casa Gialacone alias Giacomo Civiletti, a chiedere un risarcimento che lo Stato riconosce alle vittime della mafia.
Il tutto, partendo dall’omonimo romanzo di Roberto Alajmo, per concepire circa novanta minuti di visione dall’indefinita ambientazione temporale che, ricordando non poco la vena di surreale neorealismo tipica dei lavori firmati da Sergio Citti, fa dei fatiscenti interni ed esterni l’azzeccato scenario –quasi fantascientifico – in cui immergere un microcosmo atto a sintetizzare l’Italia della crisi, della corsa al lusso, dei debiti e della conseguente caduta nella morsa dell’usura.
L’Italia (o il mondo) in cui la famiglia sembra essersi trasformata nell’inevitabile vittima del capitalismo, in questo caso simboleggiato dalla Mercedes che Nicola acquista come segno di ricchezza, unico status che la gente sembra rispettare.
Nel corso di un vero e proprio gioiellino che, abilmente giostrato tra umorismo e amarezza, Ciprì gestisce con maestria; occupandosi anche della splendida fotografia e sfoggiando un’ispiratissima regia che non manca di conferire un certo lirismo generale all’insieme.

La frase:
Serenella era tutta la mia vita.
a cura di Francesco Lomuscio

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