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Scheda Film: The Help

The Help



The Help

Titolo Originale: The Help
Nazione: U.S.A.
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 137'
Regia: Tate Taylor
Sito ufficiale: http://thehelpmovie.com

Cast: Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain, Ahna O'Reilly, Allison Janney, Anna Camp, Sissy Spacek, Eleanor Henry, Chris Lowell, Cicely Tyson

Produzione: 1492 Pictures, Harbinger Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 13 Gennaio 2012 (anteprima)20 Gennaio 2012 (cinema)


(Opinioni presenti: 0 - Media Voto: 0 Stelle)



Tratto da uno dei romanzi più importanti di questi anni, un caso letterario al 1° posto delle classifiche del New York Times. Il film The Help con Emma Stone (Easy A) nel ruolo di Skeeter, Viola Davis, attrice nominata agli Academy Awards® (Doubt) nel ruolo di Aibileen e Octavia Spencer nel ruolo di Minnie, racconta la storia di tre donne straordinarie e molto diverse, in Mississipi durante gli anni 60', stringono una forte amicizia intorno ad un progetto letterario segreto che abbatte le regole sociali, mettendo tutte loro a rischio.






The Help

Tratto dall’omonimo romanzo (in Italia tradotto semplicemente in L’aiuto) di Katryn Stockett, ormai best seller in tutto il mondo, ma pubblicato nel 2009 dopo tanti rifiuti, The Help racconta una storia di emancipazione femminile e razziale ambientata negli anni ’60 a Jackson nel Mississipi. Il punto di vista assunto è quello di una giovanissima giornalista che prova a scrivere un lungo articolo, poi libro, a proposito delle domestiche di colore che lavorano ogni giorno badando alla casa ecrescendo i figli delle famiglie bianche della zona. Siamo nel sud degli Stati Uniti, lì dove il razzismo è più forte che altrove ed è anche sostenuto da molte leggi. Il movimento per i diritti civili di Martin Luther King sta acquistando forza, ma le condizioni di molte lavoratrici, nonché la considerazione che ricevono, sono le stesse che hanno caratterizzato da sempre i rapporti tra padroni e schiavi. La pubblicazione di un libro che racconti dal punto di vista di questi ultimi come e cosa significhi vivere in questi contesti diventa così un’opportunità per fare aprire gli occhi a tutti gli osservatori terzi, nonché una dolce vendetta su chi pensa che mettere i piedi in testa al prossimo sia una pratica legittima e senza alcun rischio.
Tate Taylor scrive e adatta per il grande schermo una storia che ha sì un pizzico di retorica, ma che riesce a bilanciare bene dramma e commedia, lasciando nello spettatore tanti sorrisi, ma anche riflessioni. E’ vero, nel mondo occidentale lo schiavismo è un fenomeno che continua ad esistere, ma che ormai si manifesta in situazioni diverse (è schiavismo quello di una ragazza obbligata a prostituirsi dal suo pappone e lo è quello di un immigrato clandestino costretto a lavorare in condizioni estreme e che pensa di non avere il diritto o non ne ha proprio la possibilità di rivolgersi alle autorità). Non è mai legalizzato ed assieme al razzismo sono quantomeno sempre condannati dall’opinione pubblica. Ciò non toglie che questi atteggiamenti pervadano o rischiano di pervadere tanti altri momenti della nostra vita quotidiana o direttamente alcuni dei nostri pensieri. Per queste ragioni il film ha comunque una sua attualità e si può pensare che l’avrà sempre.
Per fare acquistare credibilità alla storia Taylor punta prima di tutto sulla credibilità dei personaggi. Ecco quindi che solo le tre protagoniste, Skeeter, Aibileen e Minny a muovere le fila del racconto, sono le loro ambizioni, delusioni e voglia di rivalsa, a farsi simbolo convincente di un’intera gamma di valori. Non ci sarebbero riuscite se ad interpretarle non fossero altrettante bravissime attrici: la rossa Emma Stone, Viola Davis e Octavia Spencer. Sarebbe però riduttivo parlare di grande cast senza citare tutte le altre splendidi attrici di questo film per cui ci sarà sicuramente incetta di nominations agi Oscar: Bryce Dallas Howad nei panni dell’odiosa cattiva, Jessica Chastain (la scoperta dell’anno) in quelli dell’ingenua, ma dolce biondona e Allison Janney in quelli della madre pentita compongono il resto di un quadro quasi perfetto, da vedere magari subito dopo Il colore viola di Steven Spielberg. In definitiva un bel film, adatto a qualsiasi tipo di pubblico, non pesante come le oltre due ore di durata potrebbero lasciare presagire, ma profondo e rinfrancante come il grande cinema, per fortuna, ogni tanto continua a essere in grado di fare.

La frase:
Friggere il pollo mi fa sempre sentire un po’ meglio nella vita.
a cura di Andrea D'Addio

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