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Scheda Film: Cose dell'altro mondo

Cose dell'altro mondo



Titolo Originale: Cose dell'altro mondo
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 90'
Regia: Francesco Patierno
Sito ufficiale: cosedellaltromondo.libero.it

Cast: Diego Abatantuono, Valentina Lodovini, Valerio Mastandrea, Sandra Collodel, Maurizio Donadoni, Grazia Schiavo, Fabio Ferri, Fulvio Molena, Sergio Bustric, Laura Efrikian
Produzione: Rodeo Drive, Medusa Film, Sky Cinema
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 03 Settembre 2011 (cinema)


Trailer: Trailer

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Mettiamo una bella, civile e laboriosa città del Nord Est. Mettiamo che questa città abbia una percentuale alta di lavoratori immigrati, tutti in regola e ben inseriti. E mettiamo, per esempio, che un buontempone d'industriale si diverta a mettere quotidianamente in scena un teatrino razzista: iperbole, giochi di parole, battute sarcastiche, tutte, ma proprio tutte, così politicamente scorrette da risultare esilaranti. Mettiamo che un giorno il teatrino si faccia realtà, che gli immigrati, invitati a sloggiare, tolgano il disturbo. Per sempre... Cose dell'altro mondo esplora questo paradosso, con lo stesso linguaggio politicamente scorretto del suo protagonista: ironia in luogo della drammaticità, imbarazzo al posto dell'ideologia, tenerezza dove si vorrebbe conforto sociologico.




Lascia pensare quasi ad un personaggio tognazziano che non avrebbe certo sfigurato in mezzo ai "Mostri" di Dino Risi il buontempone industriale incarnato da un ottimo Diego Abatantuono che, in una civile e laboriosa città del Nord Est d’Italia caratterizzata da un’alta percentuale di lavoratori immigrati tutti in regola e ben inseriti, si diverte a mettere quotidianamente in scena un teatrino razzista, tra iperbole, giochi di parole e battute sarcastiche così politicamente scorrette da risultare esilaranti.
Teatrino che il regista Francesco Patierno – autore de "Il mattino ha l’oro in bocca" (2008) con Elio Germano – trasforma in realtà mostrando gli immigrati invitati a sloggiare, a togliere per sempre il disturbo, mandando paradossalmente a gambe all’aria sia l’industriale che una maestra elementare con le fattezze della Valentina Lodovini di "Benvenuti al sud" (2010) e un cinico poliziotto romano interpretato da Valerio Mastandrea.
E, nei panni della madre di quest’ultimo, c’è perfino la Laura Efrikian dei musicarelli con Gianni Morandi e Caterina Caselli a prendere parte a quella che possiamo tranquillamente definire una moderna favola tricolore incentrata sulle tematiche dell’immigrazione e del razzismo, al cui interno Abatantuono trova anche il tempo di parlare del Liam Neeson di "Io vi troverò" (2008) storpiando il cognome dell’attore in Nason e trasformando il titolo del film in "Io ti salverò".
Una moderna favola tricolore che, pur essendo catalogabile nell’ambito delle commedie, ricorre non poco a toni apocalittici, tra ironia in luogo della drammaticità, imbarazzo al posto dell’ideologia e tenerezza dove si vorrebbe il conforto sociologico.
Mentre si sorride gradevolmente in più occasioni e le musiche di Simone Cristicchi – qui per la prima volta alle prese con una colonna sonora – svolgono in maniera efficace il proprio compito… anche se lo script, al di là dell’originale idea di partenza, non risulta sviluppato a dovere, mancando proprio di quel particolare ingrediente che avrebbe consentito all’insieme di apparire pienamente convincente.

La frase:
"Società interraziale, abbattimento delle barriere culturali, la classica storia di sinistra".

a cura di Francesco Lomuscio

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