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Scheda Film: Diciottanni - Il mondo ai miei piedi

Diciottanni - Il mondo ai miei piedi



Titolo Originale: Diciottanni - Il mondo ai miei piedi
Nazione: Italia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 94'
Regia: Elisabetta Rocchetti
Sito ufficiale:

Cast: Marco Rulli, Alessia Barela, Monica Cervini, G-Max, Marco Iannitello, Rosa Pianeta, Elisabetta Rocchetti, Nina Torresi
Produzione: Elisabetta Rocchetti, Officine UBU
Distribuzione: Officine UBU
Data di uscita: 29 Aprile 2011 (cinema)


Trailer: Trailer

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Ludovico è un diciottenne di prorompente bellezza che non riesce a vivere la sua età. Orfano da quando era piccolo e cresciuto da uno zio vizioso e meschino, ricerca nelle donne, in particolare in quelle più grandi, l’amore incondizionato, nel tentativo di riempire il proprio vuoto affettivo, ma senza riuscirci davvero. Quando Ludovico s’innamora di Giulia, amante di suo zio, sarà costretto ad aprire gli occhi sulla propria situazione familiare e sentimentale. Dopo aver toccato il fondo spirituale e morale, Ludovico cercherà di ritrovare se stesso e diventare un ragazzo come gli altri della sua età.




Diciottanni - Il mondo ai miei piedi
Memorabile protagonista di Ti stramo - Ho voglia di un’ultima notte da manuale prima di tre baci sopra il cielo (2008), scatenata parodia dei teen-movie proto-Moccia diretta a quattro mani da Pino Iegno e Gianluca Sodaro, Marco Rulli veste qui i panni dell’affascinante diciottenne orfano Ludovico, il quale, cresciuto da uno zio viziato e giocatore di poker con le fattezze di G-Max, sembra particolarmente portato per la seduzione, tanto da dividei sessualmente tra la sua iegnante di lettere e la madre del suo migliore amico, rispettivamente interpretate dalla Alessia Barela di Velocità massima (2002) e dalla Rosa Pianeta di Che bella giornata (2011).
A sconvolgere la sua vita, tanto da farlo sentire per la prima volta innamorato, è l’arrivo della trentaquattrenne single e disoccupata Giulia, con il volto della Elisabetta Rocchetti de L’imbalsamatore (2002) che esordisce dietro la macchina da presa – se escludiamo il cortometraggio L’ultima seduta (2006) – proprio con questa storia imperniata sul vuoto di educazione sentimentale, rappresentativo dell’umanità – soprattutto quella più giovane – d’inizio XXI secolo.
Con un’apparizione del grande Luis Molteni nei panni di un professore e la Nina Torresi de La bellezza del somaro (2010) inclusa nel cast, una storia di solitudini, di disorientamento amoroso e di rapporti tra generazioni, ma, soprattutto, una vicenda riguardante la maturità.
Quella maturità che, scolasticamente parlando, dovrebbe essere raggiunta una volta compiuti i diciotto anni suggeriti dal titolo stesso, ma della quale i protagonisti del film della Rocchetti non sembrano ancora aver compreso il pieno significato, tutti alle prese con le proprie problematiche e con i coeguenti, discutibili comportamenti.
Nel coo di oltre novanta minuti di visione caratterizzati da una recitazione non sempre convincente (il migliore sembra essere il già citato G-Max) ed in parte penalizzati da un’eccessiva lentezza narrativa, ma che, pur non colpendo in maniera particolare lo spettatore, non risultano disprezzabili, per merito soprattutto di una regia nella media.
Anche se, tenendo in coiderazione argomento e peonaggi, la maggiore curiosità è quella di sapere se la pellicola, realizzata qualche anno prima, sarebbe finita tra quelle prese di mira nel Ti stramo di cui sopra.

La frase: Io l’amore non so nemmeno cosa sia, posso solo dirti che mi sento solo.
Francesco Lomuscio

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