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Scheda Film: Un altro Mondo

Un altro Mondo



Titolo Originale: Un altro Mondo
Nazione: Italia, Regno Unito
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 110'
Regia: Silvio Muccino
Sito ufficiale: www.unaltromondo.com
Social network: facebook, twitter

Cast: Silvio Muccino, Isabella Ragonese, Michael Rainey Jr., Maya Sansa, Flavio Parenti, Greta Scacchi
Produzione: Cattleya, Universal Pictures International
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 22 Dicembre 2010 (cinema)


Trailer: Trailer

(Opinioni presenti: 3 - Media Voto: 2 Stelle)



Andrea (Silvio Muccino), ventotto anni, una famiglia ricca alle spalle, un difficile legame con una madre algida e anaffettiva (Greta Scacchi), vive una vita superficiale e priva di responsabilità insieme alla sua ragazza Livia, (Isabella Ragonese) in mezzo ad amici che come lui dormono di giorno e vivono di notte. Il giorno del suo compleanno Andrea riceve una lettera: il padre, che non vede da più di vent'anni, gli chiede di raggiungerlo al più presto in Kenya perché gli resta ormai poco da vivere. Andrea, che è mosso più da rancore che da pietà filiale, vince le proprie resistenze e parte per Nairobi. Ma una volta arrivato in Africa scopre di avere un fratellastro, un bambino di otto anni (Michael Rainey Jr) che il padre ha avuto da una donna del luogo. Andrea non riesce a parlare con il padre prima che muoia ed è una volontaria italiana che lavora con lui nell'enorme slum di Kibera (Maya Sansa) ad annunciargli che per legge Andrea è il tutore legale del bambino.
Comincia a questo punto per Andrea un viaggio fisico e interiore che lo porterà molto più lontano di quanto avrebbe mai potuto immaginare, un viaggio che lo obbligherà a confrontarsi con un problema che potrebbe stravolgere gli equilibri della sua vita: ovvero scegliere tra l' aprire uno spazio dentro di sè per accogliere e accettare il piccolo Charlie, oppure abbandonarlo e tornare in Italia come se niente fosse. A dieci ore di volo da lì c'è il suo mondo, perfetto e sicuro che lo aspetta e dove tutto può ricominciare, come prima, come sempre.
E se invece fosse possibile un altro mondo? Un mondo in cui si può vivere e amare senza l'ingombro di ferite mai cicatrizzate? Un mondo in cui è possibile superare quella distanza che ci divide dalla sostanza dell'amore?





Un altro Mondo
Ci sono peone che hanno tutto e che si svegliano troppo tardi rispetto al resto del mondo.
Apre così, a due anni dall’esordio registico Parlami d’amore (2008), il secondo lungometraggio diretto da Silvio Muccino (Come te nessuno mai), tratto come la pellicola precedente da un romanzo scritto dallo stesso iieme a Carla Vangelista.
Ed è proprio Muccino a vestire i panni del ventottenne Andrea, il quale, mantenuto da una madre algida e anaffettiva con le fattezze di Greta Scacchi (Presunto innocente), vive una vita superficiale e priva di respoabilità iieme alla ragazza Livia, interpretata da Isabella Ragonese (Tutta la vita davanti); almeno fino al giorno in cui, ricevuta una lettera nella quale il padre che non vede da oltre vent’anni gli chiede di raggiungerlo in Kenya perché prossimo alla morte, parte per Nairobi e scopre di avere un fratellastro, Charlie alias Michael Rainey jr, che l’uomo ha avuto da una donna del posto.
Quindi, mentre Andrea si trova a scegliere tra l’aprire uno spazio dentro di sé per accogliere Charlie o abbandonarlo e tornare in Italia come se niente fosse, è un viaggio fisico e interiore quello che l’attore-regista tenta di incastonare nella celluloide, supportato anche da una nutrita colonna sonora che spazia da Secret garden di Bruce Springsteen ad Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883.
Tenta è il giusto verbo, in quanto, mentre viene ribadito che ci sono peone che non hanno mai detto Ti amo perché tanto non serve e che c’è un posto sicuro per nascondere i propri segreti, il risultato finale non sembra riuscire a scaldare il cuore come le premesse lasciavano sperare.
Infatti, sebbene il fratello dell’autore de L’ultimo bacio (2001) dimostri di essere leggermente migliorato dietro la macchina da presa, questo Un altro mondo, a differenza della sua opera d’esordio, infarcita eccessivamente di carne al fuoco, appare quasi privo di elementi atti ad accompagnare in maniera interessante il progressivo evolvei dei circa 110 minuti di visione.
Colpa probabilmente di uno script che finisce per perdei tra splendidi paesaggi africani e dialoghi che lasciano spesso a desiderare, generando soltanto noia e senza riservare alcuna sorpresa. Oltre a rimanere foe troppo legato alla fonte letteraria di partenza.

La frase: E’ inutile che continuiamo a far finta di essere una famiglia.
Francesco Lomuscio

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