Homepage Homepage Homepage Homepage
Home       Film Programmazione      Archivi Film -. Eventi       Sezioni Posters
Sezione Film
° Home


 Programmazione
° Film in programma
° Prossimi Film
° Cineforum

Sezioni
° Elenco Trailers
° Elenco Posters
° Archivio Film

1 2 3
4 Sezione Eventi 6
7 8
9
10
° Eventi in Digitale
° CineMerenda
° Rassegne Teatrali

 Agorà TM 2019
 ° Spettacoli
 ° Abbonamenti

° Archivio Eventi
12
13

Sezione Informativa
° News
° Informazioni e foto
° Biglietti e orari
° Dove Siamo
° Contatti
° Mailing List

Info
Parlano di noi:
Proloco Robecco s/N
Sale della comunita

Informazioni:
Tutte le notizie, recensioni e immagini riguardanti i film
sono prese da:

Filmup.com

Scheda Rappresentazione: L'oro del Reno

L'oro del Reno



Di R. Wagner
Dal Teatro alla Scala di Milano

LIVE IN ALTA DEFINIZIONE

Personaggi - Vocalità
Alberich - Basso-Baritono
Donner - Basso
Erda - Contralto
Fafner - Basso
Fasolt - Basso
Flosshilde - Contralto
Freia - Soprano
Fricka - Mezzosoprano
Froh - Tenore
Loge - Tenore
Mime - Tenore
Wellgunde - Soprano
Woglinde - Soprano
Wotan - Baritono


(Opinioni presenti: 1 - Media Voto: 4 Stelle)



Nel fondo del Reno le tre Ondine Woglinde, Wellgunde e Flosshilde figlie del fiume - guizzano e giuocano fra loro, custodendo l'oro che brilla alla sommità di un grande scoglio. Il nano Alberico sbucato da un oscuro crepaccio, tenta di conquistarle: poi, appreso dalle Ondine il segreto dell'oro del Reno per cui chi l'avrà ottenuto disprezzando l'amore diverrà padrone del mondo intero e potrà con il tesoro forgiate un anello che gli darà illimitato potere, maledice l'amore e si impadronisce dell'oro che i raggi del sole hanno fatto splendere in cima allo scoglio. Invano le Ondine gridano e si disperano lanciandosi contro il rapitore:Alberico, sghignazzando, si sprofonda nell'abisso.
Uno spiazzo tra le vette dei monti. Nella valle, attraverso la quale scorre il Reno, dormono il dio Wotan e sua moglie Fricka i quali - destandosi scorgono in lontananza, ormai compiuto, il castello del Walhalla: Wotan aveva dato incarico di costruirlo ai giganti Fasolt e Fafner, promettendo loro, quale ricompensa, la bellissima dea Freia, sorella di Fricka. Ora i giganti vengono a reclamare la preda, ma Wotan non intende serbare fede al patto: Fasolt e Fafner, inferociti, tentano di impadronirsi con la forza di Freia, che è difesa dai fratelli Donner e Froh. Giunge l'astuto Loge, dio del fuoco, che narra del rapimento dell'oro del Reno ad opera di Alberico: Wotan promette allora ai giganti di donare loro il tesoro, dopo averlo sottratto al Nibelungo, in cambio di Freia. I giganti accettano, ma si portano via la dea come ostaggio. Non appena Freia ed i giganti sono scomparsi, una livida nebbia cala sugli dei che invecchiano rapidamente, non potendo più gustare i pomi d'oro che danno forza e gioventù e di cui Freia è depositaria. Wotan e Loge decidono di recarsi a Nibelheim, la residenza dei Nibelungi, per strappare il tesoro ad Alberico.

Nella caverna sotterranea dei Nibelungi. Alberico ha fatto già forgiare dal fabbro Mime, suo fratello, l'anello fatato con il quale ha posto facilmente in schiavitù tutti gli altri Nibelungi che, ai suoi ordini, ora ammassano nella caverna ingenti quantità d'oro e d'argento. Alberico si è fatto forgiare da Mime - sempre traendolo dall'oro del Reno - un elmo magico che rende invisibile chi lo porta: così, non visto, il terribile nano può sorvegliare il lavoro dei suoi schiavi. Wotan e Loge penetrano nella caverna accolti con alterigia e sfrontatezza da Alberico che, per dare una dimostrazione del suo potere agli dei che se ne mostrano scettici, si trasforma - ad opera dell'elmo, capace anche di questi prodigi - in un drago enorme, e quindi in un piccolo rospo. Gli dei possono così impadronirsi dell'elmo e fare prigioniero il Nibelungo che, ripreso il suo aspetto, è legato con una corda e trascinato fuori della caverna.

Altipiano sulle vette montane. Alberico, furibondo, è costretto a far consegnare agli dei - dai suoi sudditi - tutto il tesoro ammassato e deve separarsi anche dall'anello e dall'elmo. Lancia allora una tremenda maledizione su chiunque sarà padrone dell'oro del Reno, predicendogli atroci sventure. Fasolt e Fafner ritornano conducendo Freia e pretendono da Wotan tanto oro quanto basti per coprire la figura della dea: nonostante l'opposizione di Wotan, ottengono anche l'elmo e l'anello per coprire gli ultimi spazi vuoti. Ottenuto il tesoro, questo fa subito sentire il suo tragico potere: i due giganti vengono, infatti, a diverbio per la spartizione dell'oro; Fasolt viene ucciso. La dea Erda, spirito della terra, sorta improvvisamente da un abisso, aveva, infatti, ammonito Wotan circa i pericoli che avrebbero minacciato i possessori dell'oro del Reno ed aveva predetto la fine degli dei. Donner, adesso, con il suo potente martello, disperde le nuvole e fa sì che un abbagliante arcobaleno unisca, come un ponte sopra il Reno, la valle al castello del Walhalla, che sarà la nuova sede degli dei i quali ascendono l'arcobaleno e si avviano solennemente verso il castello; dalle acque del fiume sale il pianto delle Ondine, che rimpiangono il loro oro perduto.

Fonte: Classicaonline

In legendary times, Northern Europe consisted of three realms: the underworld, where the Nibelungs lived; the earth's surface, inhabited by giants and mortals; and the cloudy heights, home of the gods



Scene 1
Deep in the Rhine, three of the river's daughters, custodians of a golden treasure, laugh while they play, scarcely noticing when Alberich emerges from a crevice. Seized by desire, the gnome tries to catch the Rhinemaidens as they dart through the waters, but his clumsy attempts lead to frustration. Taunts from his quarry merely quicken the Nibelung's lust and anger. Suddenly sunlight illuminates the summit of a rock — the Rhinegold. Hailing the precious hoard, the nymphs are astonished that Alberich does not know what it represents. The Rhinegold is all-powerful, they explain to him, and were it fashioned into a Ring, the wearer would rule the world. But the gold is safe, they continue confidently, for whoever would steal the treasure must renounce love. The Nibelung vows to seize the gold. Scrambling up the rock, Alberich forswears love, wrests the prize free and escapes. The waters are plunged into darkness as the Rhinemaidens lament their loss.

Scene 2
As the sun rises over a mountainous plateau, Fricka and Wotan slumber on a bank of flowers. A fortress, their new home, gleams in the distance. When the two gods awaken, Wotan hails the building as a fulfillment of his dreams. Fricka reproaches her husband for having promised her sister Freia to the giants Fafner and Fasolt as payment for constructing the castle. Wotan replies that he never meant to keep the bargain. As the terrified Freia runs in, pursued by Fafner and Fasolt, Wotan says Loge (fire) will help the gods out of their dilemma. The giants advance to claim their reward. When Wotan protests he made the pact in jest, that they must settle for another fee, Fasolt, smitten with Freia, balks. Fafner, intrigued that the loss of Freia's golden apples would cost the gods their eternal youth and therefore their power, decides the goddess must be abducted. As the giants drag her away, Froh (spring) and Donner (thunder) bar their path, Donner brandishing his hammer. Wotan intervenes, saying all treaties are guaranteed on his spear. Denied Freia's golden apples, the gods begin to age.

Loge, who originated the contract with the giants, and who at Wotan's command has been trying to find a suitable payment in lieu of Freia, materializes in a puff of smoke. The crafty god suggests that perhaps the Rhinegold might be an acceptable substitute. He then relates how Alberich stole the hoard, forging it into a Ring through which he can gain world dominance. Wotan is enthralled by the absolute power the Ring imparts, and when Fricka learns a wife could use the Ring to keep a philandering husband faithful, she urges Wotan to obtain it. Since the Rhinemaidens want Wotan to restore the gold to them, proposes Loge, why not steal it, as Alberich did? Fafner, who wants the gold, advises Wotan to use his wits to gain the treasure. Then, taking Freia hostage until evening, when the Nibelung's hoard must be delivered as ransom, the giants leave. No sooner does Freia disappear than the gods begin to weaken and age. Wotan, forced to make a decision, bids Loge accompany him to the nether world to seek Alberich's treasure.

Scene 3
The clang of anvils pervades the dark caverns of Nibelheim, Alberich's domain, where he drives his slaves to mine gold to swell his hoard. Wearing the all-powerful Ring, the gnome torments Mime for the Tarnhelm he is fashioning. Mime, who covets this latest marvel for himself, must submit, and Alberich tries on the helmet, which transforms the wearer into any size or shape. The Tarnhelm also enables Alberich to become invisible, and he thrashes his defenseless brother, then vanishes to terrorize others.

Soon Wotan and Loge descend through a shaft before the cowering Mime, who complains of Alberich's tyranny, saying he had hoped to outwit his brother by means of the Tarnhelm, regaining the Ring he forged. Unrecognized and amused by the complaining gnome, the gods offer to help the Nibelungs free themselves. Now Alberich returns, driving slaves who bear mounds of gold. He knows Wotan and Loge and suspiciously questions their trip to Nibelheim, arrogantly warning of his plan to overthrow the gods and rule the world. Loge asks the Nibelung what would happen if someone stole the Ring while he slept. How could they, the gnome asks, extolling the powers of the Tarnhelm. When Loge, feigning disbelief, asks for a demonstration, Alberich transforms himself into a large serpent, then back again. Loge asks whether the Tarnhelm can turn him into something small — a toad, for instance — so he can hide. Obligingly, Alberich becomes a toad, whereupon Wotan traps him under his foot and Loge seizes the Tarnhelm. As Alberich resumes his accustomed shape, he is tied and dragged by his captors to the surface of the earth.

Scene 4
Once more on the plateau, Loge and Wotan inform their prisoner he cannot go free without forfeiting his hoard as ransom. Though outraged, he acquiesces, certain that through the Ring he can replenish his fortune. Loge unties his right hand, enabling Alberich to kiss the Ring to summon his slaves, who haul up the gold. The gods' command obeyed, he asks for the return of the Tarnhelm, but Loge says the gods will keep it. Wotan adds that the Ring also must be part of the booty, reminding the gnome that it was not rightfully his. Alberich retorts that Wotan is as much a thief as he, but this does not prevent the god from tearing the Ring from Alberich's finger. As Loge unfastens the Nibelung's bonds, the embittered gnome hurls forth a curse on the Ring: until it returns to his hand, may care, envy and death befall all who possess it.

Alberich disappears as the other gods approach, followed by the giants with their hostage, Freia. Saddened at losing the goddess, Fasolt agrees to accept the Nibelung hoard only if it hides her from his view. The brothers thrust their clubs into the ground to support the treasure, which Loge and Froh heap up in front of Freia. Fafner complains that the gold is not quite enough — he can still see Freia's hair through a crack — forcing Loge to add the Tarnhelm to the hoard. Then Fasolt complains he can see the gleam of Freia's eye through a chink. At this Fafner demands the Ring, now on Wotan's finger. When Wotan refuses, the giants pull Freia from behind the hoard to abduct her. But darkness covers the mountaintop as a cleft in the ground opens and Erda materializes, roused from perpetual sleep by the conflict. The earth goddess warns Wotan to yield the Ring, which spells doom for the gods. Persuaded, Wotan tosses the Ring onto the hoard, whereupon Freia is released. At once Alberich's curse takes effect: the brothers quarrel over the spoils. Fafner kills Fasolt, claiming Ring, Tarnhelm and hoard for himself.

After he has gone, Fricka bids Wotan turn his thoughts to their new home. Donner summons lightning and thunder to dispel thick mists that have enveloped the mountaintop. As the heavens clear, a rainbow forms a bridge to the fortress. Noting how the setting sun gilds the noble structure, Wotan tells Fricka their abode is called Valhalla. As Wotan leads the other gods across the rainbow — all except Loge, who mutters that they are going to their doom — the Rhinemaidens are heard from the valley below, grieving for their lost treasure

Go Back - Stampa

Preferenza
 

 
Follow us to...

Film + cliccati
1.   A Christmas Carol
2.   Gli amori folli
3.   Genitori & Figli - Agitare bene prima dell'uso
4.   Oceani 3d
5.   A Single Man
6.   Up
7.   Nine
8.   G-Force: Superspie in missione
9.   The Last Song
10.   L'uomo nell'ombra

Ultime schede
  Il Richiamo della Foresta
  1917
  Odio l estate
  Pinocchio
  Tolo Tolo
  Frozen 2 - Il Segreto di Arendelle
  Il primo Natale
  Tutto il mio folle amore
  La Famiglia Addams
  Sono Solo Fantasmi

P.zza XXI Luglio - Robecco sul Naviglio (MI)