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Hysteria

Hysteria
Titolo Originale: Hysteria
Nazione: Regno Unito
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 95'
Regia: Tanya Wexler
Sito ufficiale:
Cast: Maggie Gyllenhaal,
Hugh Dancy, Rupert Everett, Jonathan Pryce, Felicity Jones, Ashley Jensen, Sheridan Smith
Produzione: Informant Media, Beachfront Films, Forthcoming Productions, Delux Productions
Distribuzione: Bim Film
Data di uscita: 24 Febbraio 2012 (cinema)
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1880. Nella pudica Londra vittoriana, il brillante giovane dottore Mortimer Granville (Hugh Dancy) è in cerca di un nuovo lavoro. Lo trova presso il Dottor Dalrymple (Jonathan Pryce), specializzato nel trattamento dei casi di isteria, i cui angoscianti sintomi nelle donne includono pianto, malinconia, irritabilità, rabbia. Dalrymple è convinto che la causa del malanno sia anche la repressione sessuale imperante in quell’epoca, e cura le isteriche con una terapia scandalosamente efficace: il massaggio manuale sotto le gonne delle
sue pazienti. Il dottore, però, deve lottare contro la fiera disapprovazione della figlia Charlotte (Maggie Gyllenhaal), sostenitrice dei diritti delle donne più deboli. Mortimer decide di affinare il metodo terapeutico: quando il suo lungimirante amico Edmund (Rupert Everett) gli rivela il progetto del suo nuovo spolverino elettrico, gli viene in mente un’idea irresistibile. L’effetto sarà dare nuova linfa alla sua pratica medica, provocando nelle sue pazienti sensazioni forti. Storia vera e commedia romantica sulla creazione del vibratore.

Hysteria
A tutt’oggi è il gadget erotico più venduto, ma mai ci saremmo potuti immaginare che, prima o poi, qualcuno avrebbe raccontato in un lungometraggio cinematografico la genesi del primo vibratore elettromagnetico.
Proprio così, introdotto dalla didascalia Questo film è basato su fatti realmente accaduti... sul serio e ambientato a Londra negli anni Ottanta dell’Ottocento, quindi al culmine della pruderie vittoriana e agli albori dell’era dell’elettricità, il terzo film diretto dall’americana classe 1970 Tanya Wexler pone Hugh Dancy di I love shopping (2009) nel ruolo del giovane medico Mortimer Granville, il quale, perduto il posto nell’ospedale in cui lavora per la sua fiducia incrollabile nella teoria patogenetica, trova impiego come assistente del dottor Robert Dalrymple alias Jonathan Pryce, il maggior specialista londinese di medicina femminile.
Vicenda destinata a delineare il rapporto tra un uomo prudente e una donna emancipata dal momento in cui Mortimer, impegnato ad apprendere la tecnica di massaggio manuale attuata da Dalrymple per curare l’isteria che sembra aver colpito un notevole numero di donne, non solo si ritrova fidanzato con la figlia minore dell’uomo, ma finisce per dover fare i conti con l’irritante sorella di quest’ultima, paladina dei diritti della femmina che, interpretata da Maggie Gyllenhaal, accusa sia lui che il padre di ciarlataneria.
Ma è soprattutto il personaggio di Edmund St. John-Smythe, con le fattezze di Rupert Everett, nonché inventore progressista amico di lunga data del protagonista, a rappresentare l’elemento fondamentale per la creazione del citato oggetto del desiderio, mentre la narrazione viene tempestata di divertenti visite vaginali alle diverse clienti; tra le quali una signora Castellari (si tratterà di un omaggio al regista de Il grande racket?) che canta quando prova piacere.
Perché, in fin dei conti, sebbene l’insieme si presenti nelle vesti di commedia d’autore, è un certo retrogusto da b-movie ad emergere nel corso dei circa 99 minuti di visione, non privi di una parte processuale e di una costruzione generale che quasi richiama alla memoria Ladri di cadaveri - Burke and Hare (2010) di John Landis.
Del resto, in qualità di produttore esecutivo abbiamo anche il Michael A. Simpson che firmò il secondo e il terzo capitolo della serie slasher Sleepaway camp, non c’è quindi da stupirsi se il gradevole spettacolo in questione – destinato a continuare anche durante i titoli di coda – si basa soprattutto su una comicità di taglio popolare, forte anche dell’ottimo cast.
La frase:
Pochissimi medici nella storia possono vantare un risultato simile.
a cura di Francesco Lomuscio
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