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Un giorno questo dolore ti sarà utile

Un giorno questo dolore ti sarà utile
Titolo Originale: Someday This Pain Will Be Useful to You
Nazione: U.S.A., Italia
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 98'
Regia: Roberto Faenza
Sito ufficiale: www.mymovies.it/ungiorno/
Cast: Toby Regbo, Stephen Lang, Deborah Ann Woll, Lucy Liu, Aubrey Plaza, Marcia Gay Harden, Ellen Burstyn, Peter Gallagher, Siobhan Fallon
Produzione: The 7th Floor, Four of a Kind Productions, Jean Vigo Italia, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 24 Febbraio 2012 (cinema)
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Un giorno questo dolore ti sarà utile è il ritratto umoristico e appassionato della New York di oggi, raccontato attraverso gli occhi del giovane James (Toby Regbo) e della sua squinternata famiglia.
La madre Marjorie (il premio Oscar® Marcia Gay Harden) ha una galleria d'arte dove espone bidoni della spazzatura. Colleziona mariti: ha appena abbandonato il terzo, Mr. Rogers (Stephen Lang, il Colonnello Quaritch di Avatar), un giocatore compulsivo, durante la luna di miele a Las Vegas. Il padre Paul (Peter Gallagher) esce solo con donne che potrebbero essergli figlie. Al contrario, la sorella Gillian (Deborah Ann Woll, protagonista di True Blood) ha una relazione con il suo professore di semiotica e non riesce a innamorarsi di uomini che non abbiano almeno il doppio della sua età. Intanto già prepara le sue memorie, sicura che saranno un best seller.
Solo Nanette (il premio Oscar® Ellen Burstyn), la nonna enigmatica e anticonformista, riesce a comprendere lo spaesamento di un diciassettenne inquieto alla ricerca dell' identità, sullo sfondo di una New York ricca di personaggi sconcertanti.
La difficoltà di James nell'uniformarsi a una presunta normalità, lo porta a commettere gravi errori: entrare in una chat per cuori solitari e proporre un appuntamento al buio al direttore della galleria in cui lavora (l'afroamericano Gilbert Owuor). O ritrovarsi incastrato in una tragicomica gita scolastica per cervelli superdotati.
Anti-eroe irriverente e politicamente scorretto, James non ha nessun disegno di avvenire, come gli chiedono i genitori. Sa solo che non vuole percorrere il loro stesso cammino, al punto di preferire immaginarsi ciabattino piuttosto che speculatore di borsa. Il ragazzo viene mandato in terapia da una life coach di origini cinesi (Lucy Liu), che pratica metodi decisamente non convenzionali. Dopo un'iniziale diffidenza, James comincia a rovistare nel suo io per allontanare il pericolo di sprecare inutilmente la propria intelligenza.
E finisce per porsi una domanda alla quale urge dare una risposta: Se io sono un disadattato, allora gli altri cosa sono?

Un giorno questo dolore ti sarà utile
Dopo l’autobiografia berlusconiana non autorizzata Silvio forever (2011), co-diretta insieme a Filippo Macelloni, il torinese Roberto Faenza torna al cinema di finzione partendo dalle pagine di Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron, curiosamente pubblicato prima in Italia che in America e considerato un nuovo Giovane Holden.
Infatti, con le fattezze del Toby Regbo visto in One day (2011), ne è protagonista l’adolescente James, attraverso i cui occhi vediamo sia la New York d’inizio XXI secolo che la sua squinternata famiglia: il padre Paul alias Peter Gallagher, che esce esclusivamente con donne che potrebbero essergli figlie, la sorella Gillian, interpretata dalla Deborah Ann Woll del serial televisivo True blood, che, al contrario, frequenta solo uomini che abbiano almeno il doppio della sua età e ha una relazione con il professore di semiotica, e la madre Marjorie, cui concede anima e corpo il premio Oscar Marcia Gay Harden, la quale ha una galleria d’arte dove espone bidoni di spazzatura e ha appena abbandonato il terzo marito durante la luna di miele a Las Vegas.
Mr. Rogers, quest’ultimo, un giocatore compulsivo nei cui panni troviamo lo Stephen Lang di Avatar (2009), che va a completare il quadro di presunta normalità con il quale il ragazzo, diciassettenne spaesato e inquieto alla ricerca dell’identità, incontra difficoltà ad uniformarsi; tanto da trovare comprensione solo nell’anticonformista ed enigmatica nonna Nanette, con il volto della veterana Ellen Burstyn.
Tutti attori decisamente in parte e alle prese con dialoghi per nulla disprezzabili, ai quali si aggiunge anche la Lucy Liu di Kill Bill volume 1 (2003) nel ruolo di una life coach presso cui l’irriverente e politicamente scorretto anti-eroe viene mandato in terapia dopo aver commesso gravi errori; come ritrovarsi incastrato in una tragicomica gita scolastica per cervelli superdotati.
Per una gradevole operazione che, non priva d’ironia, risulta gradevole e si lascia tranquillamente guardare, rischiando soltanto di sfiorare un certo taglio televisivo. Ma i tempi della precedente, pessima fatica faenziana Il caso dell’infedele Klara (2009), realizzata prima del succitato mega-Blob sul premier, sembrano fortunatamente appartenere al passato.
La frase:
L’amore fa questo? Ti trasforma in una marionetta?.
a cura di Francesco Lomuscio
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