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Hesher è stato qui

Hesher è stato qui
Titolo Originale: Hesher
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 100'
Regia: Spencer Susser
Sito ufficiale: www.hesherthemovie.com
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Natalie Portman, Rainn Wilson, Devin Brochu, Piper Laurie, John Carroll Lynch, Monica Staggs, Audrey Wasilewski, Lyle Kanouse, Paul Bates
Produzione: The Last Picture Company, CatchPlay, Corner Store Entertainment, Filmula
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 03 Febbraio 2012 (cinema)
(Opinioni presenti: 0 - Media Voto: 0 Stelle)

Hesher (Joseph Gordon-Levitt) un giovane metallaro, capellone e tatuato entra inaspettatamente nella vita di una famiglia che ha subito un lutto. All'inizio sembrerebbe la persona meno adatta per aiutare il tredicenne TJ (Devin Brochu) ad affrontare la morte della madre, eppure dimostra di essere l'unico a riuscire a liberarlo veramente dalla sua profonda tristezza. Con i suoi eccentrici stratagemmi che si addicono più a un detenuto che a un 'soccorritore', Hesher accoglie TJ sotto la sua ala protettrice e offre sia al ragazzino, che a suo padre (Rainn Wilson), la possibilità di essere di nuovo una famiglia...

Hesher è stato qui
E’ proprio il premio Oscar Natalie Portman, che nel film veste i panni della giovane Nicole di cui s’invaghisce il piccolo TJ alias Devin Brochu, a produrre il primo lungometraggio diretto da Spencer Susser, responsabile anche della sceneggiatura insieme al David Michôd regista dell’acclamato dramma a sfondo criminale Animal kingdom (2010).
Ma chi è l’Hesher cui il titolo fa riferimento? Interpretato da un magistrale Joseph Gordon-Levitt opportunamente fornito di lunghi capelli lisci ma poco curati, è un tatuato metallaro che entra nella vita del protagonista di cui sopra, tredicenne alle prese con la recente perdita della madre, triste evento che ha anche portato il papà, con le fattezze del Rainn Wilson di Super (2010), a una straziante reazione.
Un grottesco ed enigmatico personaggio che, facilmente propenso a eccentrici stratagemmi che si addicono più a un detenuto che a un soccorritore, se da un lato appare volgare, violento e ignorante, dall’altro non incarna altro che i sentimenti provati da TJ, rivelandosi fondamentale sia per lui che per il suo genitore.
Tutte figure che, insieme alla ritrovata Piper Laurie di Carrie, lo sguardo di Satana (1976) qui nel ruolo della nonna, vanno a popolare una coinvolgente storia di solitudini immersa in un percorso di formazione dark, ma tutt’altro che distante, nei connotati, da una amara favola a stelle e strisce d’inizio terzo millennio; per quanto giocata di continuo – e in maniera efficace – sulla tendenza ad alternare tragedia e ironia.
Mentre la colonna sonora spazia da Metallica a Motörhead, passando per Dion & The Belmonts (è loro la storica A teenager in love, che ascoltiamo nella sequenza dell’incidente mortale), e la macchina da presa di Susser privilegia il realismo; soprattutto quando è in perenne movimento, quasi a voler richiamare lontanamente alla memoria lo stile dei documentari e dei servizi giornalistici.
Chissà per quale motivo non abbia ottenuto neppure una candidatura al premio Oscar, considerando la lodevole confezione dello script e un cast nel complesso in stato di grazia.
La frase:
Non sei un po’ cresciuto per stare dietro a TJ tutto il tempo?.
a cura di Francesco Lomuscio
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