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Il sentiero

Il sentiero
Titolo Originale: Na Putu
Nazione: Bosnia-Herzegovina, Austria, Germania, Croazia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 100'
Regia: Jasmila Zbanic
Sito ufficiale:
Cast: Zrinka Cvitesic, Leon Lucev, Ermin Bravo, Mirjana Karanovic, Marija Kohn, Nina Violic, Sebastian Cavazza, Jasna Beri, Izudin Bajrovic
Produzione: Deblokada, Coop99 Filmproduktion, Pandora Filmproduktion, Ziva Produkcija
Distribuzione: Fandango Distribuzione
Data di uscita: 27 Gennaio 2012 (cinema)
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Luna e Amar, giovane coppia di innamorati, fanno del loro meglio per superare gli ostacoli inaspettati che minacciano la loro relazione. Luna perdona al marito le nottate passate a bere, ma Amar viene sospeso dal suo posto di lavoro. Rifiuta perentoriamente l’offerta di terapie psicologiche per curare la dipendenza dall’alcol. La coppia si trova di fronte ad una nuova sconfitta quando, dopo due anni di tentativi per avere un bambino, non ha altra scelta che procedere all’inseminazione artificiale. Amar trova lavoro come insegnante di informatica, grazie all’incontro con Bahrja, un vecchio amico dei tempi della leva militare, che nel frattempo è diventato un musulmano ortodosso, rigido seguace della dottrina wahhabita. Luna non è entusiasta della proposta, perché costringerà Amar a vivere lontano dalla città e poi non le piace la faccia di Bahrija e quella di sua moglie coperta con un velo nero. Tuttavia si rende conto che Amar non può permettersi di rifiutare un lavoro ben pagato, la condizione di disoccupato lo sta trascinando sempre più a fondo nella disperazione e nella frustrazione. Separata da Amar, senza neppure poterlo contattare, Luna ottiene finalmente il permesso di andarlo a trovare durante il lavoro nella reclusa comune wahhabita. Lì, Luna scopre un mondo misterioso, la comunità islamica fondamentalista è un mondo antico, senza alcol, sigarette o cellulari; una società in cui le vite quotidiane di uomini e donne sono separate e rigidamente sorvegliate. Luna supplica Amar di tornare a casa, ma lui riesce a convincerla che questo luogo isolato, santuario di preghiera, gli ha restituito la pace e l’ha aiutato a smettere di bere. Quando, settimane dopo, Amar ritorna a casa, Luna nota un tragico cambiamento in suo marito e comincia a rendersi conto della distanza crescente tra loro quando lui le suggerisce di astenersi da rapporti sessuali e aspettare di avere figli finché non saranno sposati secondo la legge islamica. Angosciata, Luna cerca di capire il nuovo Amar e il suo credo, ma questo la rende ancora più confusa. Veramente l’amore, da solo, è sufficiente per tenere unita la coppia in cammino verso una felicità durevole?

Il sentiero
Film di assoluto valore questo di Jasmila Zbanic, regista e sceneggiatrice bosniaca, già vincitrice di un Orso d'Oro alla Berlinale del 2006 con la sua opera prima Grbavica.
Il Sentiero è un film con il quale la cineasta di Saraievo conferma tutte le sue doti di raffinata autrice ed altrettanto elegante ed efficace regista. Porta sugli schermi una storia del suo Paese, crocevia di razze e soprattutto incontro e scontro di religioni, dove la tolleranza e il tentativo di ecumenismo si scontra con l'ortodossia delle sette più ortodosse e intransigenti come quella dei Wahhabiti. Comunità islamica tra le più ortodosse che cambierà i destini di Luna e Amar, una coppia di giovani bosniaci innamorati che hanno intrapreso un percorso di vita in comune. L'incontro di Amar con i wahhabiti porterà, infatti, Luna ad allontanarsi dal compagno sempre più imbevuto di rigidi e intransigenti precetti religiosi. Un film che affronta il problema del conflitto religioso in una terra che da poco ha raggiunto una faticosa pace dopo una sanguinaria guerra scoppiata successivamente al disgregarsi della Iugoslavia. Il Sentiero, dunque, è anche un film sulla difficile riconciliazione di un popolo dilaniato e sulla capacità di dimenticare e perdonare e soprattutto sulla possibilità di ricominciare e andare avanti. Un'opera sulla memoria con i piedi però ben saldi nel presente; un presente dove la condizione della donna non si è ancora completamente liberata dagli umilianti quanto intollerabili principi religiosi che la vogliono relegata ad un ruolo di assoluta sottomissione rispetto agli uomini. La Bosnia, in effetti, rappresenta proprio l'emblema degli sforzi di una società civile di far convivere fede religiosa con tolleranza e rispetto verso l'intera comunità.
La Zbanic ci racconta tutto questo con estrema sensibilità artistica che si traduce in significativi primi piani e riprese ravvicinate, un gusto per l'alternanza delle musiche e dei generi, una consapevolezza della propria versatilità artistica che gli consente di realizzare un'opera che pur dai contenuti importanti quando non drammatici, rimane sempre di piacevolissima visione e leggera fruibilità. Tutto questo è possibile anche grazie alla bravura degli interpreti. In particolare, è da rimarcare il lavoro della protagonista, l'attrice Zrinka Cvitevic, autrice di una grande prova attoriale, ricca di sfumature e di appassionante intensità.
Film assolutamente consigliato, per rompere la monotonia dei prodotti fatti in serie.
La frase:
Se una cosa ti sfiora non ti colpisce; ma se ti deve colpire, ti colpisce di sicuro.
a cura di Daniele Sesti
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