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Step Up 3D

PROIEZIONE IN 2D
Titolo Originale: Step Up 3D
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Drammatico, Musicale
Durata: 107'
Regia: Jon Chu
Sito ufficiale: www.stepupmovie.com
Sito italiano: www.stepup3dilfilm.it
Social network: facebook
Cast: Rick Malambri, Sharni Vinson, Christopher Scott, Ally Maki, Adam G. Sevani, Alyson Stoner, Keith Stallworth, Kendra Andrews, Stephen Boss, Martín Lombard
Produzione: Summit Entertainment, Touchstone Pictures
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: Ottobre 2010 (cinema)
(Opinioni presenti: 1 - Media Voto: 3 Stelle)

Step Up 3D vi porterà nel cuore delle battaglie dance underground newyorkesi dove si vive per ballare ma talvolta si balla anche per vivere Luke è un ballerino di strada orfano, impegnato nel disperato tentativo di non essere sfrattato dalla sua unica casa: un vecchio magazzino decadente che è invece il paradiso di tanti ballerini di strada provenienti da tutto il mondo. Per farlo lui e la sua crew dovranno vincere la World Jam Competition dove i migliori ballerini di strada del mondo si ritrovano faccia a faccia per decretare chi sia il più forte. Sulla strada per la vittoria incontrerà Natalie, una ballerina fantastica ma decisamente misteriosa...

È certamente risaputo da quanto va avanti il fortunato genere del musical, o musicale, che a partire dagli anni ’50 ha concretizzato, attraverso capolavori ormai lontani quali "Grease" e "Dirty Dancing", uno stilema unico e spettacolare. Ed è proprio in quest’ultimo ambito che la famosa saga di "Step Up" ritrova nel terzo capitolo motivo di orgoglio e primato: il primo film sulla danza a chiamare in causa la tecnologia del momento.Quando però essa non viene sfruttata al pieno delle sue potenzialità, il risultato che ne deriva è prolisso e ripetitivo: occhialini per il 3D la cui unica perla consiste nel risaltare i personaggi dallo sfondo. Tralasciando alcuni passaggi, in cui essenzialmente gli oggetti sembrano avvicinarsi allo spettatore, il resto è senza dubbio superfluo.
La storia nella quale si è avventurato Jon M. Chu, regista anche del secondo capitolo, si distacca dai due precedenti, pur avendo recuperato qualche filo al fine di tenere unito il titolo della trilogia. Se il primo si incentrava attorno alla preparazione di un saggio di diploma, e nel secondo si affrontavano le piccole crew a livello cittadino, il terzo espande i propri orizzonti al primo campionato nazionale di danza.
Non solo. Il protagonista, Luke (Rick Malambri), possiede anche un’altra passione: al contrario dei suoi predecessori, al ballo affianca la regia, trovandosi di fronte alla difficoltà non più soltanto di vincere una competizione, bensì anche quella di entrare in una scuola di cinema californiana.
I ritmi del plot, però, non cambiano da film a film: un inizio, un liscio svolgimento, la suspense e la conclusione. Niente eventi inaspettati o improvvisi capovolgimenti. Tutto è graduale, e di conseguenza prevedibile. Inevitabilmente Luke casca nella rete del destino che lo porta a conoscere l’affascinante Natalie (Sharni Vinson), che sarà anche la responsabile di un intreccio da thriller americano, anch’esso forse un po’ troppo scontato.
Da notare nella pellicola i rimandi al grande cinema, come è ravvisabile in un paio di scene in cui è chiamato in causa il "Kill Bill" tarantiniano: scarpe da ballo disposte su più mensole ed illuminate come le spade nella soffitta di Hattori Hanzo, nonché il protagonista scherzosamente chiamato col nome del regista di origini italiane.
A conti fatti, "Step Up3" non è assolutamente un film impegnativo o pesante; tantomeno è adatto al grande pubblico. Sin dal trailer, si intuisce che il precipuo destinatario di riferimento è un pubblico amante della danza e dei sentimentali a lieto fine.
La frase: "È bastato un passo per liberare la generazione di Elvis".
Ivan Germano
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